Ci sono giornate estive in cui, verso le quattro del pomeriggio, la spiaggia di Rimini Marina Centro inizia a riverberare di un caldo intenso.

È proprio in quel momento che, a noi del team dell’Hotel Amicizia, piace dare un consiglio controcorrente ai nostri ospiti: “Lasciate l’ombrellone per qualche ora, prendete l’auto o il treno e lasciatevi sorprendere dall’entroterra”. Questa settimana ho voluto seguire io stesso questo consiglio, staccando dalla reception per rifugiarmi in uno dei borghi più magici e autentici di tutta la Romagna: Santarcangelo di Romagna.
Se pensate che la Romagna sia solo mare e movida, questa guida (che è il diario della mia camminata) vi farà cambiare idea. Vi racconterò Santarcangelo non come una fredda pagina di Wikipedia, ma attraverso gli occhi di chi ci cammina, ne respira l’aria e ne conosce i segreti più nascosti. Scopriremo insieme come organizzare un’escursione a Santarcangelo di Romagna partendo dal nostro hotel, cosa vedere in mezza giornata e quali sono le chicche iper-locali che nessuno vi dice.
La Logistica Perfetta: Come arrivare da Marina Centro
Il bello di Santarcangelo è che è vicinissima. Sgombriamo il campo dai dubbi logistici: dal portone dell’Hotel Amicizia il borgo dista esplicitamente 13 chilometri.
Mentre guidavo lungo la Via Emilia, ho cronometrato il tempo: ci si impiega esattamente 20 minuti in auto.
Un piccolo consiglio da insider che diamo sempre in hotel: se non avete voglia di impazzire con il parcheggio, andate alla Stazione Centrale di Rimini (a 4 minuti di bus da noi) e prendete il treno regionale. La fermata di Santarcangelo è la prima, ci vogliono appena 6 minuti di orologio e vi ritroverete ai piedi del borgo senza lo stress del traffico della Statale 16.
Il Primo Aneddoto: Il Mistero delle Grotte Tufacee e lo “Shock Termico”

Appena arrivato nel cuore del paese, in Piazza Ganganelli (famosa per il suo immenso arco trionfale), ho incontrato la guida della Pro Loco per fare un’esperienza che desideravo da tempo: scendere nel sottosuolo. Santarcangelo è letteralmente una “città sotto la città”, attraversata da oltre 150 grotte ipogee scavate nel tufo e nell’argilla.
Ed ecco il primo aneddoto che voglio raccontarvi, una sensazione fisica indimenticabile: fuori c’erano 34°C, un’afa estiva soffocante. Man mano che scendevo i gradini della Grotta Monumentale pubblica, ho sentito l’aria cambiare drasticamente. Nel giro di tre metri la temperatura è crollata a 13°C costanti. Ho dovuto indossare la felpa che mi ero portato nello zaino!
Mentre camminavo in questi cunicoli oscuri, che sembrano catacombe o templi esoterici, la guida mi ha spiegato che l’origine di queste grotte è ancora avvolta nel mistero: forse antichi luoghi di culto del Dio Mitra, forse cantine per la conservazione del vino Sangiovese. Durante la Seconda Guerra Mondiale, però, sono diventate la salvezza del popolo: l’intera cittadinanza (oltre 4.000 persone) ha vissuto qui sotto per mesi al sicuro dai bombardamenti. Sentire il silenzio di quegli anfratti fa venire la pelle d’oca e connette con la storia vera della nostra terra.
Il secondo aneddoto: la stamperia Marchi e il “Mostro” di legno del 1633

Risalito in superficie, rigenerato dal fresco sotterraneo, mi sono diretto verso la parte alta del borgo, perdendomi tra le stradine acciottolate e le case color pastello adornate di fiori. Lungo Via Battisti mi sono fermato davanti a un portone di legno da cui proveniva un profumo intenso, antico: un misto di aceto, ferro, farina e vino. Ero davanti alla Stamperia Artigiana Marchi, attiva dal 1633.
Qui ho vissuto il secondo aneddoto straordinario della giornata. Entrando, ci si ritrova davanti a un vero e proprio dinosauro della tecnologia: un mangano di legno gigante del XVII secolo, una pressa monumentale usata per stirare i tessuti di canapa. È l’unico al mondo ancora perfettamente funzionante e muoverlo richiede una forza fisica enorme.
Il signor Marchi mi ha mostrato come stampano ancora le tele a mano utilizzando la storica “stampa a ruggine”. Mi ha svelato la ricetta segreta del colore, che si tramanda di padre in figlio: un impasto di aceto, farina di grano e ferro arrugginito. Vedere l’artigiano colpire il timbro di legno di pero con il mazzuolo pesante, lasciando quel disegno indelebile sulla stoffa, mi ha fatto capire l’essenza dell’Expertise romagnola: una tradizione che resiste al tempo e che non si può replicare in modo industriale.
La salita al Campanone e la poesia di Tonino Guerra
Ho continuato la mia camminata salendo verso la cima della collina (il colle Giove), dove svetta la Torre del Campanone, l’iconica torre campanaria medievale che scandisce il tempo dei santarcangiolesi. Da quassù la vista spazia a 360 gradi: lo sguardo corre giù lungo i tetti del borgo antico fino a incontrare la linea blu dell’orizzonte, esattamente dove si trova il nostro hotel a Marina Centro.
Santarcangelo è anche la città della poesia, patria natale di Tonino Guerra, lo sceneggiatore che ha scritto la storia del cinema insieme a Federico Fellini. Camminando, ho visitato l’“Orto dei Frutti Dimenticati”, un giardino poetico ideato da Tonino stesso dove ha piantato alberi da frutto selvatici che stavano scomparendo (come il giuggiolo o il biricoccolo). È un luogo di una pace assoluta, dove ogni installazione vi invita a rallentare il passo e a connettervi con la bellezza delle piccole cose.
La conclusione perfetta: aperitivo e rientro in hotel
Prima di riprendere la via del ritorno verso l’Hotel Amicizia, non potevo esimermi dal rito romagnolo per eccellenza: un calice di Sangiovese Superiore DOC accompagnato da una piadina calda in una delle osterie storiche della Contrada dei Nobili. Seduto al tavolino all’aperto, mentre la luce del tramonto colorava d’oro i mattoni medievali, ho pensato a quanto sia fortunata la nostra posizione: in venti minuti puoi passare dall’energia vibrante della spiaggia di Rimini alla quiete poetica e senza tempo di questo borgo.
Se state programmando le vostre vacanze estive o un weekend di relax nel nostro hotel, vi aiuteremo personalmente a prenotare la visita alle grotte o vi indicheremo le migliori trattorie di Santarcangelo per una cena indimenticabile.
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Domande Frequenti (FAQ) sull’escursione a Santarcangelo di Romagna
Qual è il momento migliore della giornata per visitare Santarcangelo in estate?
Consigliamo vivamente di partire dall’Hotel Amicizia verso le 15:30 o le 16:00. In questo modo potrete visitare le grotte sotterranee o i musei durante le ore calde, godervi la passeggiata nel borgo medievale con la luce del tramonto e fermarvi per un aperitivo o una cena all’aperto prima di rientrare in hotel.
Le grotte di Santarcangelo sono accessibili liberamente?
No, le grotte monumentali sono visitabili esclusivamente tramite visite guidate organizzate dalla Pro Loco locale (situata in Piazza Ganganelli). Noi della reception dell’Hotel Amicizia possiamo aiutarvi a verificare gli orari e a prenotare i biglietti per evitare attese.
È facile trovare parcheggio a Santarcangelo di Romagna?
Sì, ai piedi del centro storico (zona Francolini o nei pressi del campo sportivo) ci sono ampi parcheggi gratuiti o a pagamento a tariffe molto basse. Da lì, il borgo medievale si raggiunge a piedi con una camminata in salita di circa 5 minuti.
L’escursione a Santarcangelo è adatta ai bambini?
Assolutamente sì. I bambini rimangono affascinati dal mistero delle grotte sotterranee e dai macchinari giganti della Stamperia Marchi. L’unica accortezza riguarda i passeggini: il borgo antico ha strade acciottolate e ripide salite, quindi per i più piccoli consigliamo l’uso di un marsupio o di una fascia portabebè.
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